COMMENTI

ai primi testi pubblicati tramite Il mio libro.it (Feltrinelli)

Intarsio

di nirome

Descrizione molto precisa e meticolosa dei luoghi che denota un carattere romantico e osservatore. Scritto in un italiano che sembra fuor di moda talmente è puro e forbito.

sabato 3 dicembre 2011, commento alla 1^a edizione

di adele

” E il gelo del cuore si sfa ” Inizia così una pagina del libro e mi è parso molto bello perchè così succede, così ci si sente davvero, in particolari momenti, davanti ai nostri ricordi. L’autrice è una insegnante e a ciò che racconta fa da sfondo la scuola ed è qui che i suoi intarsi prendono spessore. Il libro è scritto con accuratezza e dolcezza poetica

giovedì 6 ottobre 2011 commento alla 1^ edizione

di mariagraziacaverni

Lettura godibilissima, sia per il lessico utilizzato (appropriato, ironico, ricco) che per il dipanarsi del racconto. Esilarante la “visita guidata” ai locali e agli arredi della scuola e la frenesia, quasi orgiastica, del rituale delle firme sui documenti. Da leggere per intero.

giovedì 10 novembre 2011 commento alla 1^ edizione

Tre parentesi

di maria

prosa fluida scorrevole

sabato 3 dicembre 2011

di Walter Bertocco

Promette davvero bene!!

venerdì 5 agosto 2011

di Antonio Sparatore

Tre parentesi

Incipit breve, ma che invita a continuare la lettura.

lunedì 1 agosto 2011

di mariagraziacaverni

Peccato che l’anteprima ci faccia leggere così poco! Tre paginette sono scarse per emettere un giudizio: eppure il piglio con il quale inizi “La latteria” promette bene. Quattro stelle sulla fiducia. AUGURI.

martedì 12 luglio 2011

di Marco Minghetti

Luoghi del cuore

In un’epoca segnata dalla proliferazione di quelli che Marc Augè ha definito non-luoghi, è importante testimoniare invece la persistenza di luoghi del cuore, autentici, umani. Troppo poche le pagine in preview per approfondire un giudizio critico ma non c’è dubbio che l’incipit si muove in una direzione interessante e non scontata.

mercoledì 29 giugno 2011

di *stefano*

un inizio molto ben fatto che fa presagire un libro che vale la pena avere nella propria libreria.

mercoledì 27 aprile 2011

di Baltimoramoon

Bellissimo l’inizio del racconto in anteprima, complimenti davvero.

martedì 26 aprile 2011

di Paolo Malaman

BRAVA!

Una colazione speciale… io veronese adoro il pandoro pocciato nel brodo…. strepitoso il tuo testo, leggibilissimo e affascinante.

domenica 24 aprile 2011

di giovenale 6

Tre parentesi

Inizio molto bello e ben scritto che promette un bel racconto. complimenti.

sabato 16 aprile 2011

di ** caledvwlch **

Frizzante, nella grigia mattina milanese.

lunedì 21 febbraio 2011

di madda3

Tre parentesi

Titolo simpatico, pagine scorrevoli e piacevoli.

lunedì 24 gennaio 2011

Yogurt ai frutti di bosco e birra… Strepitoso! Io però conosco uno che faceva colazione a base di arrosto freddo di agnellone, della sera prima. Non ricordo la bevanda.

giovedì 20 gennaio 2011

di donatella

Tre parentesi

Prosa scorrevole, immagini visive molto dirette, dipinte col gusto del richiamo ad una realtà vissuta e interiorizzata. Mi rimane la curiosità di proseguire nella lettura…

giovedì 20 gennaio 2011

Libro, preventivo rapido

Prima luce

di kurtwerther

Non male

Scritto bene. Una buona storia, che nell’anteprima non si definisce del tutto. Lo leggerò fino in fondo.

venerdì 12 agosto 2011 commento alla 1^ edizione

Scala B

Mi avete tenuto col fiato sospeso, nella speranza che il libro non terminasse.

Incollato alle vicende di Nicla, come ad una storia vera. Ed in realtà lo era, perché Nicla, con tutto il suo carico di vita, eravamo noi che quegli anni li abbiamo attraversati.

Ma ci volevano due donne coraggiose per riportarci agli anni Settanta. Non sono anni ricordati volentieri dai più, o forse sono io che non ho ancora fatto la pace con quel periodo.

Avevo vergogna di vivere, e molta paura. Ma voi li avete descritti con eleganza ed una cura dei dettagli, che può avere solo chi ha amato la vita. (A proposito, come si fa a scrivere a quattro mani, senza che nessuno se ne accorga?).  E poi, pian piano, mi sono reso conto che Nicla non poteva portare da sola il peso delle nostre attese, e mi sono accorto del mondo che la circondava. Quel condominio è un condensato di umanità vibrante, così vero che io posso dire di averne conosciuto gli abitanti. E mi mancano.

C’è qualcosa di struggente in queste vicende personali, che non riesco a descrivere; ma, se potessi azzardare, direi che è il desiderio di compimento che attraversa tutte queste persone, che non è altro che lo stesso desiderio che abbiamo tutti. Ed il lieto fine non è assicurato, perché la partita è rischiosa, ed in gioco c’è il destino: “PRESTO OCCUPEREMO IL PARADISO!”

“Nicla se ne sente attratta, affascinata, e gli è grata per averle aperto orizzonti nuovi”, però “la felicità è svagata, ma la sofferenza precisa. Silenziosa”

E le storie si intrecciano con maestria, e ricompare Giulia, che “andando verso Dario ha come la sensazione ..che questo sia l’unico e l’ultimo approccio possibile”, ma “dentro di lui c’è un rancore sordo e selvaggio, una tetra ostinazione nel seguire la strada che ormai ha imboccato” . “Quindi si è infilato le mani nelle tasche dell’eskimo, e si è allontanato in direzione del traffico di via Sforza, senza più voltarsi indietro”.

Poi, improvvisamente, accade l’imponderabile.

La lotta di Nicla tra la vita e la morte.

Il caldo abbraccio di Marietta.

“è strano, ma mi sento più forte dentro e anche più determinata. Ho una grande voglia di vivere!”

È il lieto fine, che accontenta noi lettori, smaniosi ed ansiosi.

Un lieto fine che si intravede anche per Viviana.

La scena si chiude su un trasloco. Forse emblema della nostra condizione?

E allora perché questi anni Settanta? Forse perché, nel bene e nel male, rappresentavano tutto quello che siamo, come gli abitanti del condominio?

Ma chi si è perduto, è perduto per sempre?

E ciò che abbiamo di più caro ci era forse dovuto?

Troppe domande, troppe.

In fondo, desideriamo tutti essere addomesticati, anche chi lancia una poltroncina in cortile.

Con affetto, Roberto

Scala B

Libro che dà corpo a quelle sensazioni fugaci che si hanno nel vedere le case da un treno. Il treno si ferma e rivela al viaggiatore dettagli di vite sconosciute, ma per uno strano motivo quasi familiari.

Lo sguardo che accompagna il racconto di Gisella e Carmela indugia sui dettagli e li fa assurgere a protagonisti. Le autrici diventano anche compagne di gioco mentre ci aprono la parete mobile della “casa di bambole”/condominio.

Scala B lascia un senso di pacata conciliazione con lo scorrere della vita e del tempo, ben rappresentata dal momento del trasloco in cui la casa rimane testimone delle vite che l’hanno animata.

Francesca

Scala B (is)

Lavori con le parole con la cura e l’attenzione di un orafo ! Nicoletta

Ho appena finito di leggere il tuo libro: è un affresco, oppure, per essere adeguati ai tempi, un “video ” affollato da tutti quei personaggi che scorrono davanti ai tuoi occhi attenti!! Molto piacevole, brava, complimenti!! Raffaella

Intarsi

Ciao Gisella, sono oltre la metà del libro e non faccio che pensare a te e a Fulvia.
Mi si è aperto un serbatoio di emozioni e di lacrime e per ogni pagina che leggo vorrei parlarti. Ti scriverò una mail alla fine. Per ora grazie ancora… Valentina T.

Cara Gisi,
ho terminato ieri la lettura del tuo libro. Davvero commovente la parte finale!
Ottobre , il mese così importante, nel bene e nel male per Fulvia, viene reso immortale dalle tue parole che sono un inno all’amicizia vera e profonda, fiamma che ci scalda il cuore e, a differenza delle relazioni amorose, dura per tutta la vita. Del resto ottobre è il mese che sintetizza tutto l’anno: all’inizio si respira ancora il clima della tarda estate per scivolare, piano piano, nella nebbia di certe giornate che anticipano ,come clima, il freddo dell’inverno. Dal giallo vivo delle pannocchie all’arancione delle zucche per scivolare nelle varie gradazioni di grigio. È un bel quadro con tante pennellate, una tavolozza multicolore . Sei stata davvero brava! Sandra S.

“Intarsi” e mi e piaciuto tantissimo, mi ha anche molto commosso. Brava Gisella! Michela

Sapevo che sarebbe stato uno di quei libri che avrei divorato, di quelli che avrei iniziato e finito in un lampo. Sapevo che sarebbe stato intenso ma che sarebbe finito troppo presto. Per questo ho aspettato tanto… ho aspettato tanto perché volevo che fosse il momento giusto. E il momento giusto è arrivato: ho scelto una giornata di sole, davanti a un mare meraviglioso, in una spiaggia semideserta. Il libro poggiato sulla mia pancia di sei mesi e un cappello di paglia a farmi ombra. E’ stato molto bello leggerti… grazie di cuore ❤️ Valentina

Il tuo libro Intarsi è bellissimo. Fulvia mi è comparsa davanti col suo sorriso, il suo rossetto…e la sua vitalità. Terry